Mousse al sifone? Sferificazioni di olio d’oliva? Maltodestrina alla senape?
 Se pensate a questo avete sbagliato articolo.
Lo scorso week-end, stanchi dei sofisticati sofismi degli chef fine-dining, abbiamo deciso di dedicare una giornata alla semplicità. Niente futili orpelli, arie, spume e zucchero filato: domenica solo campagna, salsicce e pasta fresca.


Speranzosi di un cambiamento, abbiamo attraversato le mura di Roma e ci siamo diretti a Poggio Mirteto, in provincia di Rieti.
Qui c’è Ecofattorie Sabine, una cooperativa che attualmente dispone di circa 350 ettari di terreno destinati alla coltivazione di vari prodotti e di foraggio per gli animali.

Caciotta
Cacio Magno

Il vero fiore all’occhiello dell’azienda è la produzione di formaggi freschi e stagionati biologici certificati dall’organismo di controllo SUOLO E SALUTE, yogurt di pecora e carne ovina. 

La carne

I prodotti in vendita all’interno dell’azienda sono anche cucinati e proposti ai visitatori che desiderano ozio e ristoro. 
Dunque noi, alle 13:30 di una piovosa domenica di Ottobre ci siamo seduti ad uno dei tavoloni di legno della Fattoria e abbiamo trovato ristoro.

Il ristorante
Il menù

Subito ordiniamo un tagliere misto: combattiamo tra di noi per afferrare più prelibatezze possibili. Si sente solo il rumore delle posate e della crosta di pane spezzata per fare la scarpetta. 

Il tagliere della casa

Tra i formaggi, prodotti da loro, abbiamo assaggiato caciotta, pecorino, formaggio di fossa e una fantastica ricotta infornata. La ricotta fresca è stata utilizzata anche per farcire le teste dei funghi champignon assieme a dei cubetti di zucca. 

Zoom su formaggi e salumi

Sul reparto salumi abbiamo provato la Lonza di Norcia, la Mortadella San Rocco, il Prosciutto di Bassiano, i salamini di maiale e poi il Lardo, sciolto sul pane croccante e avvolto attorno alle castagne cotte al forno. 
Per pulire la bocca dal grasso, sparsi qua e là, c’erano melanzane alla griglia e pomodori semisecchi sott’olio.

Ciaccamariti alla pecorara

Già quasi completamente sazi abbiamo ordinato una pasta, i Cecamariti, strozzapreti acqua e farina tagliati a metà, alla pecorara. Rispetto a carbonara, amatriciana e cacio e pepe, la pecorara è il condimento per la pasta alla romana meno famoso, ma comunque buono da impazzire. Si tratta di una specie di gricia dove, oltre al pecorino, c’è anche la ricotta di pecora. Ricotta, formaggio, guanciale croccante di Norcia – alcuni aggiungono anche una goccia di salsa di pomodoro – e la pecorara è fatta.

Mentre ci spazzoliamo la pecorara

Lo chef di Ecofattorie Sabine, Manuel Sorito, aggiunge un tocco in più: la scorza di limone che pulisce la bocca dal grasso stucchevole del condimento e fa (ri)salivare le papille gustative. 

La griglia

Dopo tanti carboidrati è arrivato il tempo della ciccia, tutta locale, da mucche allevate nella zona. Bistecche con e senza osso, sono cotte alla brace davanti ai nostri occhi. 

Quel che resta di una Signora bistecca

Ma la cosa che più ci ha fatto impazzire è stato lui, l’arrosticino, preparato come vuole la tradizione. 

Lotta all’ultimo arrosticino

E un dolce per concludere non lo prendiamo? Certo che sì. Ecco arrivare per noi dei cannoli farciti al momento con la ricotta di pecora dell’azienda, cioccolato e pistacchio e poi una sorprendete Panna ri – cotta con l’onnipresente ricotta di pecora. A finirla o una crema al pistacchio, o al cioccolato dell’azienda Goliosa o frutta fresca.

La pannacotta ricotta
La crema spalmabile al pistacchio

Ottima la selezione dei vini, per lo più della regione. 

Vino

Prendete due, anzi tre piccioni con una fava: la Domenica, ma anche venerdì o sabato, come preferite, prendete figli, amici, fidanzate e fidanzati, gettateli in macchina e seguite la rotta che porta a Ecofattorie Sabine. Mangiate di gusto, respirate aria buona e ubriacatevi, nei limiti del possibile: ricordatevi che dovete ritornare a Roma in macchina.
Prima di riprendere l’autostrada, però, comprate qualcosa per la cena e la colazione successiva: un formaggio, due salsicce, un barattolo di crema al pistacchio, una bottiglia di vino. Quello che preferite. 
Vedrete che il fine settimana non sarà più lo stesso.

La vetrina

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