Piccola premessa: questo è un articolo per donne GOLOSE.
Le cene in piedi sono sempre le peggiori.
Sapete perché?
Non perché state su 8 centimetri di tacco, con la borsetta che si infila in ogni parte del corpo e la mano destra sempre occupata a proteggere il calice di champagne da ogni possibile urto, spallata, gomitata del vicino convitato.
Eh no, questo lo possiamo accettare, vero? Il problema è un altro e si chiama BUFFET.

Nelle cene in piedi non c’è un menù fisso articolato in antipasto, primo, secondo e dolce, ma c’è un tavolo, due tavoli, tre tavoli, stracolmi di formaggi, prosciutti, fritti, crudi di pesce, paste, risotti, arrosti, brasati, torte, gelati e macedonie infinitamente inesauribili.

IMG_7436


INESAURIBILE
 è la parola chiave. Anche il più piccolo finger food presentato al pranzo/cena torna e ritorna 3-4 volte e se non lo prendi di tua spontanea volontà te lo porta il cameriere su un vassoio argentato come fosse il più prezioso gioiello dell’universo impossibile da trascurare.

IMG_7452


Come si fa a resistere alla tentazione di provare tutto? Semplicemente non si può. Nessuno ci riesce, è insito nell’animo umano sperimentare l’ignoto, il bello, il grasso, il ricco.

E allora qual è la soluzione?

Per gli uomini non c’è problema: se hanno il metabolismo rapido sono snelli e slanciati; se hanno il metabolismo lento ( ma sempre più rapido di quello femminile) si consolano con il motto “omo de panza omo de sostanza” e mostrano con fiera spavalderia la ciccia che trabocca dalla cintura.

Per noi donne la via di fuga è una sola e ha un nome proprio: ARISTOTELE.
Questo filosofetto di Stagira ne ha dette di parole, strane e incomprensibili, a voi il compito di ricordarne UNA SOLA: MODERAZIONE, in greco se volete fare le elevate MESOTHES.

Dal momento che la teoria da sola ha lo stesso valore della trippa senza pecorino vi riporto un esempio pratico, una mia esperienza finita male, molto male ma grazie alla quale ora mi ritengo essere una donna ponderata.

IMG_7380


Tutto è iniziato da un’email datata 26 Febbraio che diceva più o meno così: “Giovedì 22 Marzo La invitiamo ad una serata speciale a Roma, a Palazzo Montemartini, dove conoscere le proposte stagionali di 3 chef creativi per 3 luoghi di incanto della Ragosta Hotels Collection in un percorso INSOLITO.”

Ecco, il 22 Marzo alle 19:30 ho scoperto che il percorso insolito consisteva nell’assaggio di  36 piatti, salati e dolci. 36 avete capito bene, come 6 al quadrato e 12 per 3.

36. 

E secondo voi quanti ne ho provati? E, sopratutto , quanti ne ho riprovati?

Partiamo dal fatto che la fortuna non fu dalla mia parte:

  • il Giovedì mi alleno dalle 16:30 alle 18:30 dando calci e pugni ad un sacco muto e immobile che ispira molta violenza.
  • Impiego 30 minuti per lavaggio e vestizione.
  • Non ho la patente.
  • Il ristorante Senses si trova a 45 minuti con i mezzi da casa.
  • Quel giorno, alle 19:40 non passavano mezzi.

Ne consegue che arrivo con un’ora di ritardo, stanca e affamata (MAIarrivare affamati ad una cena in piedi).

IMG_7389


Ho fame e sete. Saluto velocemente i volti noti e un angelico cameriere di nome Costantino mi mette sotto gli occhi un vassoio di IRIS salati all’AMATRICIANA: delle bombe fritte ripiene di salsa al pomodoro e guanciale spolverate di pecorino.
Grazie Costantino, grazie per avermene servita una, grazie per essere tornato una seconda volta, una terza volta e, perché no, una quarta volta. GRAZIE.

Per fortuna che gli altri due stuzzichini che circolavano per la prima mezz’ora erano meno calorici…

IMG_7412


Ore 21:00
. Dopo qualche bicchiere di spumante e una decina di finger food i tre buffet degli antipasti si aprono. Dietro ogni tavolo c’è uno chef con 3-4 proposte culinarie ciascuno: 5 crudi, 4 fritti, 1 uovo con fonduta di erborinato. Ottima media direi.

IMG_7403


Quando vedo cibo impazzisco, non capisco più nulla: dimentico le 500 calorie ingerite nei minuti precedenti e in 3-4 tornate mi accaparro tutti gli antipasti. Tra me e me penso: “il crudo è dietetico, il fritto è asciutto e quindi sto apposto e l’uovo è 1 solo”.
Nessuna considerazione fu più sbagliata: il gambero rosso crudo era abbinato alla bufala e al gin tonic, uno dei fritti era un arancino di sarde, un altro una sfogliatella ripiena di parmigiana di melanzane.

IMG_7416


Ho mangiato tutti e 10 gli antipasti nel giro di 15 minuti, neanche un minuto e mezzo a piatto…divoratori di hot dog temetemi che alla prossima gara partecipo anch’io.

15 minuti. Peccato che il buffet sia rimasto lì, immobile, per altri 45 minuti.
Confesso: ho fatto qualche bis. Odio guardare la gente mangiare e quindi il gomitolo di patata con foie gras e fichi, l’arancino di sarde e la sfogliatella hanno (re)incontrato la mia bocca per la seconda volta.

IMG_7442


Sono le 22:00
. Se per il 70% dei romani è l’ora della nanna, per me, quel 22 Marzo, era l’ora del carboidrato. Ravioli e spaghetti per tutti.

IMG_7453


Sempre lo stesso chef, di cui rivelerò l’identità solo alla fine, dopo l’Iris, dopo l’arancino, dopo il foie gras, mi cucina davanti agli occhi la CARBONARA (di tonno).
Cremosa, iodata, al dente…potevo accontentarmi dei 17 grammi della ciotola?! E quindi anche lì ho bissato ottenendo un sorriso dello chef e un sussulto dello stomaco che nel frattempo si preparava la strada al ricovero. Forse sapete cosa mi ha ingannato? Il bicchierino di latte di mandorla posto di lato: uno shot di pulito.

IMG_7459


E poi i secondi. E qui, lo devo ammettere, non ho sbagliato un colpo: ho provato tutto ma con astuzia, dividendo ogni porzione per 2! L’unica scelta razionale della serata: probabilmente perché pancia e testa sono legate da una legge di proporzionalità diretta, pancia vuota chiama testa vuota, pancia piena chiama testa piena.

IMG_7462


Ore 23:00
. Calma piatta. Non si muove più niente, gli Chef sono a riposo. Tiro un sospiro di sollievo. E’ finito tutto, ce l’ho fatta. Ho la pancia leggermente gonfia, i pantaloni in procinto di esplodere e il rossetto sulla via del non ritorno ma per il resto sono viva e se la serata è finita. Mi basterà una passeggiata digestiva per rimettermi sulla carreggiata.

IMG_9888


No.

Prende il microfono il Direttore Generale di Ragosta Hotels Collection che invita tutti a salire nelle suite dell’albergo. Pensate che ci facciano passare la notte nei loro letti matrimoniali? Pensate male.
Una cena non è nulla senza dolce. Nelle stanze da letto agli ultimi piani del palazzo, ci sono tre buffet di dolci, siciliani, campani e romani.

AUGURI.

IMG_7468


Percorro una sala alla volta con volto fiero e alto, convinta di non toccare cibo.
Dopo 20 minuti avevo provato tutto: partendo dalla Campania con delizia al limone, ricotta e pere, babà e bamisù (tiramisù con mascarpone di bufala), passando per la Sicilia con cassata, setteveli, semifreddo e cannolo fai da te e concludendo con il Lazio e il suo mitico maritozzo\brioche di carrube con mandarino e panna.

IMG_7476


Mordo l’ultima estremità della brioche, mi stendo sul letto, chiudo gli occhi e sento una voce: “Fra ma l’arancino fritto con la ricotta e il pistacchio non lo assaggi?”. A parlare non era Costantino, non era nemmeno la mia coscienza, era lui, l’artefice di tutto, la causa delle oltre 2000 calorie assunte in 4 ore di vita: Simone Strano lo chef resident del ristorante di Palazzo Montemartini.

IMG_7497


Non potevo deluderlo, non potevo lasciar volare via il sorriso per la seconda carbonara. 200 calorie in più o in meno a questo punto non avrebbero fatto la differenza.

E fu così che conclusi la mia cena, con un arancino di ricotta fritto e una pallina di gelato al pistacchio.

Ho scritto “conclusi”? No mi correggo:  “e fu così che uscii dall’hotel”.
Mi aspettavano 45 minuti di camminata da affrontare, e menomale, almeno avrei bruciato qualche grammo di antipasto.

E di nuovo le cose non sono andate come previsto.

Si è presentata la buona educazione che mi ha accompagnato a casa in macchina.
Non ho mosso un passo, non ho bruciato una caloria.

Ore 00:27 (ho il minuto esatto perché scattai una foto). Mi spoglio, infilo il pigiama e metto entrambi i piedi sulla bilancia.

IMG_8707


ADDIO.

Ora a distanza di un mese non ho ancora ultimato la dieta depurante. Sono soddisfazioni.

Ma sono pronta a tornare al Senses matura e consapevole della mia capienza.
Tornerò perché ho mangiato benissimo. Saluterò lo chef Simone. Mi SIEDERO’ alla tavola e ordinerò due piatti. Non mangerò pane. Poi mi dirigerò nella suite, mi stenderò sul letto, infilerò le cuffie e ascolterò la voce di un Grande cantare “uno su mille ce la fa”.

IMG_7464


P.S. Per non dimenticare.
Alle cene in piedi:

  • mangiate un cubetto di formaggio un’ora prima per non arrivare affamate
  • non prendete d’assalto i vassoi ma assaporate lentamente ogni boccone
  • ricordate che pesce crudo non è sinonimo di cibo dietetico
  • non fate bis, tris di alcun piatto, specialmente appartenente alla categoria dei fritti 
  • venite sempre accompagnate per dividere le porzioni
  • non entrate troppo in confidenza con lo chef perché altrimenti vi farà assaggiare tutto
  • non accettate passaggi ma tornate a casa a piedi
  • non pesatevi mai dopo una cena a buffet

Ringrazio Francesco Russo del Raito Hotel di Vietri sul Mare per la sua sfogliatella alla parmigiana e Cristhian Busca de La Plage Resort di Taormina per i cannoli fai da te.

IMG_7481


Facebook Comments