Alla faccia di una presunta oggettività del sentire, i gusti son gusti, e le guide sono guide. In presenza di un’offerta ristorativa uguale nel tempo, tuttavia, risulta difficile comprendere come mai un ristorante un anno (il 2017) prenda la tanto agognata stella Michelin e l’anno dopo già la perda. Nel tentativo (impossibile) di comprendere, ci siamo limitati a fare i cronisti, tornando in zona via Veneto ad assaggiare i piatti dello chef Franco Madama nel suo quasi ex Magnolia, visto che a fine mese lascerà la struttura, per capire se qualcosa era cambiato rispetto al “buono” sperimentato soltanto un anno prima.


Le proposte sono sempre all’insegna delle sue consuete tavole pittoriche, con le stoviglie a fare da tela e le materie prime al posto dei colori, con la differenza che, rispetto al passato, gli ingredienti non sono più costantemente destrutturati, bensì spesso riconoscibili e (quindi) più masticabili, sino a un risultato finale che paradossalmente a noi è sembrato migliore che ai tempi della stella.

Dopo alcuni benvenuti sfiziosi – quelli sì, ancora destrutturati – che sono stati accompagnati da un piacevole Champagne Paul Deville Brut Noir, ci siamo concessi una cena a tre portate il cui primo ci ha subito fatto “viaggiare”, e non tanto perché i maccheroni rigati (perfettamente cotti e accompagnati da ragù di anatra, pistacchio e prezzemolo) si chiamassero Ciuf Ciuf , posti com’erano a mo’ di vagoni di un treno.

Il successivo petto di pollo ruspante affumicato con mostarda di mela verde piccante, ancorché chiamato Surreale per i suoi contrasti cromatici e gustativi, ci è poi sembrato “realissimamente” ghiotto, accompagnato com’era da un Cesanese Damiano Ciolli “Cirsium” Riserva che, affrancatosi dall’ancor basso lignaggio del vitigno di pertinenza, giocava a fare un po’ il Pinot nero (della Borgogna).


La chiusura è stata dolce e fresca, cioè un Gaudium Magnum, grazie a un cioccolato cremoso e croccante con yogurt ai fiori di timo e miele, limone e candito e coriandolo. Il classico Passito di Pantelleria Ben-Ryè di Donnafugata previsto in abbinamento è stato servito particolarmente freddo, così da smorzare quella sua forte dolcezza che non a tutti piace.

Magnolia
Via Sicilia, 24 – Roma
06487881

Facebook Comments