Un solo pranzo a Venezia. 
Dove andare? Cosa mangiare?
Una cosa in fretta e furia, in piedi, con le mani? O forse è meglio sedersi, oziare per un paio d’ore divorando etti di carboidrati, saor e grassi aggiunti?
Vada per l’opzione numero due. 

Decisa la modalità di nutrimento, vado alla ricerca della miglior trattoria/osteria di Venezia e mi rifugio sul sito di Dissapore
Dopo ore di indagine ho il mio verdetto: Trattoria alle Due Gondolette sembra fare al caso mio. 

Descritta in modo eccellente, come il luogo in cui trovare una pasta alle vongole da KO, mi entusiasma alle prime righe. 
Dunque prenoto per 4 e alle 12:30 sono lì con la mia famiglia. 

Per chi conoscesse bene Venezia, siamo a  Rio di San Girolamo, più precisamente alle Fondamenta delle Capuzine nel sestiere Cannaregio
Qui, nascosta da un tendone verde acceso, c’è la trattoria. 
Si presenta spoglia, molto minimal, con uno spazio esterno, simil chiostro, molto romantico alle sue spalle. 

Ad accoglierci ci sono marito e moglie: lui si occupa del vino, lei della cucina e delle ordinazioni. 
Ci declama il menù con i piatti del giorno: meno di dieci. Questi stessi cambiano giornalmente, mentre punto fisso è la pasta con le vongole. 

Ordiniamo e attendiamo le portate. 

Spaghetti con le vongole e bottarga di muggine. Non sono gli spaghetti a cui voi siete abituati. Sono spaghetti di pasta fresca, rigorosamente acqua e farina. Li preferisco a quelli di Gragnano? Sinceramente no ma non mi sono dispiaciuti. Della pasta alle vongole amo il nervo della pasta stessa e l’amido che rilascia in cottura per creare quella piacevole crema mista ad acqua delle vongole. Qui questi due fattori sono assenti, compensati, d’altronde, da un’ottima cottura del mitile ed un equilibrio tra dolcezza e salinità non banale. 

Più particolare è la lasagna con canocchie che ricorda uno sformato dove la pasta viene coperta da creme e un’omogenea gratinatura. Il sapore di mare è ben presente; il crostaceo cotto alla perfezione. Questa lasagna/sformato riempie e da energia.

Il mio piatto preferito è stato lui: baccalà mantecato e saor di mazzancolle con zucca. 
Baccalà ottimo, cremoso ma non papposo, grasso ma non stucchevole. Ideale da mangiare a cucchiaiate come la Nutella o spalmato sulla polenta bianca. Una scoperta, dall’altra, le mazzancolle in saor: fritte e poi lasciate marinare nel mix di cipolla stufata con l’aceto. 
Qui alle Due Gondolette non mettono zucchero nel saor: altrimenti la cipolla si caramellerebbe, e non è questo l’obiettivo. Tra i veli di cipolla c’è la zucca, eccezionale per gusto e consistenza. 
Difficilmente troverete qui le sarde in saor, ma piuttosto questa variante o con le triglie. 

Sempre baccalà abbiamo assaggiato alla trevigiana, in crosta di funghi. Un tegame importante, caldo e rassicurante dove il baccalà assume toni carnivori, importanti. 

Due dolci fanno terminare il pasto tra i vari declamati dalla signora: pannacotta allo yogurt con composta di uva fragola e crumble; fichi freschi e panna. La prima è assolutamente deliziosa, forse la migliore mai mangiata in vita mia: acida, dolce al punto giusto e dalla consistenza che più adatta non si potrebbe immaginare. 

I fichi non li avevo mai assaggiati con la panna. Buoni per carità ma le fragole vincono nell’abbinamento.

Caffè e conto e si torna a perlustrare la città. 
Prezzi assolutamente adeguati alla qualità, bassi se si pensa alla concorrenza. In 4 per 4 primi, 2 secondi, 2 dolci, acqua, 1 calice di vino e caffè, spendere 85 euro è più che onesto. 

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