Gli eventi enogastronomici sono sempre un terno a lotto per me, vegetariana da più di 30 anni, e il quesito rimane sempre lo stesso: ci sarà qualcosa che posso mangiare?
Oggi, con questo quesito bene in mente, sono andata al Taste of Roma, ben decisa a scoprirlo e a fare la mia parte.
Entriamo e facciamo un primo giro esplorativo, curiosando tra i menù e le proposte di tanti stand gastronomici e la rappresentanza di alcuni tra i migliori ristoranti di Roma.
Ci fermiamo subito alla postazione di Ercoli e ci prenotiamo per la degustazione di verdure sott’olio prodotte dell’azienda Agnoni. Mi sembra un buon inizio, tutt’al più non sarò costretta a bere a stomaco totalmente vuoto!
L’area riservata alla Scuola di Cucina oggi prevede due cose interessanti: “Il gelato è un po’ salato”, ossia come realizzare un piatto a base di pesce, con l’uso del gelato di Gunther Gelati (“Dai che dopo ti porto ad assaggiarlo, che fa dei gusti particolari, son sicuro che ti piacerebbero!”), e un zuppa di pesce con tamarindo, a cura dell’Ambasciata di Thailandia. Quindi niente di fatto, che mi piace cucinare, ma poi mi piacerebbe anche poter mangiare quello che preparo.
Continua così il nostro giro esplorativo in cui riesco a dare uno sguardo veloce ai vari menù, segnandomi mentalmente dove tornare dopo la degustazione.

Torniamo così da Ercoli e ci accomodiamo davanti ad un piatto dove sono sistemati nell’ordine: carciofini, pomodori secchi , melanzane e peperoni. Devo dire che non sempre amo i sottolio, che a volte sanno troppo di aceto, ma questi avevano un’acidità bilanciata e una cottura studiata per mantenere le qualità della verdura e la loro consistenza, al vertice di tutto il carciofo, davvero saporito e croccante al punto giusto!
Antipasto: fatto!
Prossima tappa: Il Convivio Troiani, dello Chef Angelo Troiani, dove campeggiava la splendida foto di una sorta di raviolo ripieno che aveva attirato la mia attenzione. Detto fatto, alla richiesta se c’era qualcosa in menù adatto ad una vegetariana, mi parano subito davanti una meravigliosa pappardella di ricotta, condita con burro di canapa, prugne e parmigiano ai porcini. Buonissimo e molto delicato!

Ma io, nota estimatrice, sostenitrice, nonchè consumatrice di primi piatti, non paga, sono andata in cerca di un secondo primo, con il quale saziare la mia golosità.
Ho trovato conforto per le mie papille gustative al Ristorante del Mirabelle Hotel, gestito dallo Chef Stefano Marzetti. Alla richiesta di un primo piatto adatto ad una vegetariana, non si sono si sono persi d’animo e, cosa ancor più apprezzabile, non hanno presentato un fermo seppur cordiale rifiuto, come mi ero aspettata, ma si sono subito ingegniati e mi hanno chiesto se per me andavano bene gli gnocchi al basilico, burro affumicato, spuma di yuzu e bottarga di tonno, senza bottarga di tonno. Figuriamoci! E gnocchi siano!!
Primo piatto: fatto!

Alla ricerca di un secondo, passiamo davanti lo stand della gelateria Günther, mi fermo a guardare e pregustare gli stravaganti gusti di gelato che mi sono stati promossi e promessi dal mio accompagnatore (“Sentirai è proprio buono!”).
Per il secondo scoviamo il Pancake salato da Glass, della Chef Cristina Bowerman, il pancake è fatto con amaranto, e condito con melanzane al curry verde e cocco.
Secondo piatto: fatto!

Per quanto riguarda il dolce c’è più scelta, ma il mio accompagnatore mi porta a colpo sicuro allo stand di La Pergola, dello Chef Heinz Beck.
Per arrivarci ripassiamo davanti ai gelati di Gunther (“Dopo, dopo…”).
La crostatina con gelatina di guava è una vera delizia, sia per gli occhi che per il palato.
Dessert: fatto!

Tornando verso l’uscita ci fermiamo per un caffè, una degustazione “R al quadrato” Radicioni e Rinbaldi, e il caffè mi viene servito insieme ad un gelato, sempre al caffè.

In conclusione il Taste of Roma non è un posto da vegetariani, ma assaggiare la cucina dei vari ristoranti e degli stand gastronomici è possibile, quindi andateci con fiducia e chiedete, che, se possibile, vi sapranno indicare!
Nel frattempo si sono fatte le 15.30…e il mio Gelato di Gunther? Niente, oramai il Taste of Roma è chiuso, vorrà dire che per assaggiare questo gelato, che oramai mi è rimasto talmente impresso che me lo sognerò stanotte, dovrò andare in uno dei punti vendita, anzi no…in tutti e tre!

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