di Claudia Quaranta e Marco Lombardi


Heinz Beck, si sa, è uno dei maggiori chef internazionali: è quindi evidente che il suo ristorante, La Pergola, dia lustro all’albergo che lo ospita, il Rome Cavalieri Waldorf Astoria. Tuttavia, come succede nel calcio, il fuoriclasse di turno può emergere perché intorno a sé, in squadra, ci sono tanti altri piccoli fuoriclasse che gli consentono di brillare: non solo la brigata di cucina e il servizio di sala, anche tutto “il resto” che viene offerto dall’intera struttura alberghiera. Un resto che non è affatto poco, e permette di vivere il Rome Cavalieri Waldorf Astoria in molti modi possibili.

Se per caso, una mattina, vi foste stufati (cosa assai improbabile) di Heinz Beck, oppure fossero le vostre tasche a suggerirvi un break, l’albergo organizza ogni domenica un meraviglioso Brunch.

Si, con la B maiuscola, perché questo è  uno dei Brunch più importanti d’Italia: non solo in quanto ha visto e vede passare tante figure di rilievo, dalla politica allo sport allo spettacolo, piuttosto perché sa coniugare l’informalità (del girare per la sala alla ricerca delle cose più buone, osservando la piscina e il parco, di ben 6 ettari) alla “serietà” della sua proposta gastronomica fatta di piatti piacevolmente classici con alla base delle materie prime di livello: con soli 80 euro si può vivere un’esperienza lussu(ri)osa senza dover indossare il mood del lusso. Come in un giostra potrete spaziare dalle ostriche (freschissime) a una cucina asiatica – sushi compreso – da manuale; dalla pinsa romana preparata al momento, e con vari condimenti, a varie formule di pasta fresca; dai prodotti di stagione – noi siamo andati in autunno quando regnavano sovrani i porcini, i chiodini e le gallinelle: crudi in insalata oppure trifolati o ancora scottati e serviti con una gustosissima albese – alle carni (arrosto, alla brace) e ai pesci (al forno o alla piastra, anche se a noi ha fatto impazzire il Baccalà mantecato con polentina bianca e tartufo), fino alle minestre (di verdure, legumi e cereali). Tutto sarebbe da provare, tutto, ma uno spazio libero conservatelo per i dolci firmati dal pastry chef Dario Nuti, una specie di lunapark composto da deliziose monoporzioni tanto ipercolorate, quanto eleganti nel gusto. Con a fianco il classico carretto dei gelati a dare l’impressione dell’estate anche quando fuori fa un freddo cane.

Brunch a parte – sempre a piano terra, sempre con vista giardino e piscina – c’è un ristorante, L’Uliveto, in cui lo chef Fabio Boschero firma dei piatti tanto italiani, quanto internazionalmente poliedrici (grazie all’utilizzo di ingredienti come lo yuzu, lo zenzero, il tè verde e il tofu, e di cotture come il teriyaki  e preparazioni come l’hawaiano poke).

Fabio Boschero

Noi abbiamo iniziato con un ottimo Crudo di gamberi rossi di Mazara del Vallo, avocado e lime: il gambero sa d’Italia, ma la piacevole acidità del lime e la morbidezza dell’avocado lo aiutano a oltrepassare i confini nazionali.

Crudo di gamberi rossi di Mazara del Vallo

Poi, ci siamo fiondati a capofitto nei grandi classici romani: Vermicelli Cacio e Pepe, Mezze Maniche alla Carbonara e Bucatini all’amatriciana, tutti piatti capaci di riempire il cuore grazie a un’esecuzione tanto semplice, quanto esemplare.

Vermicelli Cacio e Pepe, Tonnarelli alla Carbonara e Bucatini all’amatriciana

Anche l’Agnello alla scottadito con crema di cicoria di campo e il Cartoccio di calamari fritti hanno detto la loro, fra le buone materie prime di base, e le cotture ben eseguite, e la giusta sapidità. 

Agnello alla scottadito con crema di cicoria di campo

Anche qui, a chiudere l’esperienza, c’è Dario Nuti con un signature dessert: la Dolce burratina, un finto formaggio con la consistenza di una burrata nata quando il pasticcere lavorava per lo stellato Francesco Apreda, da Imago. Insomma, L’Uliveto è un’altra bella realtà resa ancora più bella da un ottimo servizio, puntuale e sempre sorridente, capitanato dall’eccellente Alessio Ieranò.

Dolce burratina, salsa ai frutti di bosco e spugna di basilico e lime

Cucina a parte, un altro fuoriclasse del Rome Cavalieri Waldorf Astoria è il suo coté espositivo: l’albergo contiene una collezione d’arte con più di diecimila pezzi tra sculture, incredibili arazzi, dipinti e imponenti mobili d’epoca raccolti dai proprietari nel corso dei decenni. Il pezzo più pregiato è un Trittico di Giambattista Tiepolo, realizzato nel 1742; spicca poi una scultura – Il Pastorello col Cane, la cui gemella è custodita all’Hermitage di San Pietroburgo – realizzata dal celebre scultore danese Bertel Thorvaldsen che fu molto legato a Roma. Poi, un vero colpo di scena: una delle più prestigiose suite contiene non solo il meraviglioso divano in velluto che arredava la dimora parigina dello stilista Karl Lagerfeld, anche i famosi Dollarsigns di Andy Wharol, in una serie da quattro. Che dire? O prenotarla, oppure pregare la reception, in caso di stanza libera, affinché ve la faccia visitare… noi abbiamo fatto così, e ci è andata bene!

Finito? No, perché dopo aver nutrito la mente – attraverso lo stomaco, ma anche attraverso gli occhi – tocca a un altro fuoriclasse, quello che si dedicherà alla cura del vostro corpo. Si chiama Cavalieri Gran Spa Club, un lussuoso centro benessere che costa di un fantastico bagno turco, di saune e piscine: tanto all’aperto – per nuotare, ma sul serio, con vista sul Vaticano – quanto al chiuso.

Che altro dire? Al Rome Cavalieri Waldorf Astoria tutto è sogno… di gola, culturale e di benessere. Sarà un peccato svegliarsi, a meno che non lo si faccia in una delle sue magnifiche camere!

Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Resort

Via Alberto Cadlolo, 101, 00136 Roma RM

Tel: (0039) 06 35091

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